Le caratteristiche estetiche di un tappeto erboso ci aiutano a valutare il suo stato di salute, il suo sviluppo e l’efficienza della manutenzione, come ad esempio le seguenti:

  • Colore: è dato dalle tonalità tipiche delle specie costituenti il miscuglio e varia a seconda delle stagioni, rappresenta un indice importante per valutare lo stato di nutrizione e di sanità di un prato e l’adeguatezza dei sistemi di taglio.
  • Resistenza ed Elasticità: è la capacità di reggere bene al calpestio o all’usura e di sopportare e risollevarsi dopo aver subito pressioni temporanee.
  • Uniformità: rappresenta l’aspetto omogeneo di tutta la superficie ed è un requisito di qualità sia per prati ornamentali, sia per campi sportivi.
  • Densità: rappresenta il numero di piante per metro quadrato, e indica soprattutto la fittezza della trama delle lamine fogliari che concorrono a formare un tappeto verde.

 

 

Se è stato progettato e realizzato con cura e si è compiuta una buona scelta delle specie erbose, il prato presenta tutti questi requisiti e li mantiene nel tempo, purché sottoposto a periodiche cure.

Quindi diventa fondamentale una corretta progettazione, dato che aspetti come il tempo libero, il rispetto per la natura e l’ambiente richiedono soluzioni sempre più adattabili alle diverse esigenze d’impiego, ed un piano di manutenzione facilmente gestibile, che mantenga sempre ad alti livelli una sensibilità ambientale volta a ridurre gli apporti idrici e nutrizionali, controllare le malattie in modo razionale e limitare spese economiche e sprechi di risorse in genere.

Proprio per questi motivi la nostra azienda ha investito e continua ad investire sia su macchinari adeguati che su formazione del personale: inoltre abbiamo scelto di collaborare con aziende leader nel settore come Herbatech, che ha sviluppato una gamma completa di fertilizzanti, sementi, terricci e prodotti specialistici di alta qualità per soddisfare le richieste specifiche nella gestione delle zone a prato delle aree ornamentali mettendo anche a disposizione i propri tecnici.

 

Analisi del terreno                                                                     

Infatti, partendo dal principio che una corretta conoscenza dello stato del terreno ed il monitoraggio del suo stato nutrizionale sono uno degli aspetti più importanti, specie in fase di progetto, per una gestione efficiente, economica ed ecocompatibile del tappeto erboso, la nostra azienda può far svolgere:

  • Analisi del terreno specialistiche per il tappeto erboso;
  • Analisi dell’acqua di irrigazione;
  • Analisi del clipping fogliare (residuo di taglio);
  • Piani mirati di correzione, fertilizzazione ed ammendamento, specifici per il tappeto erboso.

Quindi correggere le anomalie del terreno è il primo passo da svolgere per ottenere una fertilità tale da garantire un ottimo tappeto erboso, limitando il reintegro degli elementi organici necessari all’attività biologica dello stesso: l’utilizzo di prodotti selezionati da Herbatech come le torbe, i terricci, la sabbia e la zeolite, minerale vulcanico anche usato come base nei concimi, garantiscono una buona struttura al terreno, anche sul piccolo prato del cliente privato che può considerare eccessiva un analisi di laboratorio per un piano mirato sul tipo di terreno che possiede, ma che comunque vuole la certezza del risultato. In particolare la nostra azienda pone l’accento sulla terra che si trova nelle nuove costruzioni, che spesso è terra di riporto non adatta all’uso ornamentale e che quindi necessita di una buona preparazione, con pulizia da infestanti, residui di cantiere e abbondanti correzioni, ammendanti e fertilizzanti. Queste correzioni sono possibili anche su terreni con prati già realizzati, spesso senza dover rifare tutto da capo, ma con tempi più lunghi e diversi secondo le varie situazioni.

 

Fertilizzanti sparsi sul terreno prima dell’interramento

 

Scelta dei sementi

A seguire c’è poi la scelta del miscuglio di sementi, nel quale bisogna essere rigorosi: il cliente deve esigere materiale certificato di alta qualità, deve poter scegliere da una gamma che presenti offerte che adatte a tutte le condizioni di impiego, dal punto di vista climatico, ambientale, pedologico e manutentivo. In tal modo potrà selezionare la cultivar o il miscuglio più performante per garantire un tappeto erboso di elevata adattabilità, ma è soprattutto la qualità estetica che deve essere considerata: un prato a regola d’arte deve essere bello da vedere, denso, uniforme e di colore verde brillante, quindi ogni miscuglio deve essere scelto per il clima, il terreno e la manutenzione in cui verrà utilizzato.

Fonte: www.herbatech.com

La nostra azienda è in grado di fornire i migliori miscugli di sementi, testati per climi e terreni italiani, con particolare attenzione sulle resistenze alle avversità, massima versatilità per tutti gli utilizzi e alta qualità estetica alla minima manutenzione.

 

Programma di manutenzione ordinaria

Una volta realizzato il prato, occorre fare un programma della manutenzione, partendo dal taglio dell’erba: non è, come molti suppongono, un’operazione superficiale perché con il taglio si regolano in altezza le lamine fogliari e gli steli, che induce lo sviluppo e la ripresa vegetativa. Se il taglio non viene eseguito in maniera ottimale, si può provocare una reazione di stress con involuzione e appassimento dei germogli del prato. Un buon taglio, invece, dà luogo a fattori vegetativi quali sviluppo di nuovi germogli e di nuove radici, infittimento del prato, maggiore profondità delle radici, migliore aspetto estetico. Nell’eseguire il taglio non bisogna mai asportare più di 1/3 della lunghezza della lamina fogliare, anche se dipende molto dalle cultivar utilizzate. Tagli più lunghi o radenti al suolo (con sollevamento di terra o addirittura di zolle) possono provocare molti danni al manto erboso, che vanno dall’eccessivo indebolimento fino alla morte, nei periodi molto caldi. Il numero dei tagli regola la fittezza, migliora l’aspetto estetico e irrobustisce la forza rigenerativa; mentre per i prati ornamentali si tende ad economizzare il loro numero, per gli impianti sportivi è d’obbligo il taglio regolare e costante, da prevedersi anche più volte la settimana.

I sistemi di taglio più diffusi, seguono la tipologia di macchina adottata: vi sono macchine a taglio rotativo e macchine con taglio elicoidale. Il taglio rotativo può essere applicato a tutti i tipi di prato, è il più diffuso, la maggior parte delle macchine falciatrici ha una lama rotante che permette una buona regolazione dell’altezza del manto erboso, ma presenta lo svantaggio di un impatto violento con l’erba per cui il taglio risulta sfrangiato e il profilo sfilacciato della lamina fogliare assume un colore giallo, conferendo al prato un aspetto e una colorazione non sempre perfetti, difetti spesso aumentati da una non adeguata manutenzione dei macchinari. Il taglio elicoidale è un sistema decisamente migliore rispetto al precedente, ma le macchine che operano con questo tipo di taglio hanno alti costi d’acquisto e di gestione, e quindi si stanno diffondendo soprattutto nei settori professionali per ampie superfici.

Negli ultimi anni sono state perfezionate macchine a lama rotativa per taglio mulching che evitano la raccolta dell’erba tagliata, che viene sminuzzata ripetutamente attraverso una speciale adduzione del flusso d’aria nelle zona di taglio in modo da ottenere piccolissimi pezzetti d’erba. In questo modo il materiale tagliato può essere lasciato sulla superficie erbosa, purché non sia in quantità eccessiva: mantiene l’umidità del terreno e viene rapidamente mineralizzato e rimesso in circolo come sostanza nutritiva per le piante, portando un risparmio di fertilizzante se praticato con coerenza e frequenza più alta rispetto al numero di tagli consueti.

Comunque è buona norma e regola eseguire le falciature quando l’erba è asciutta per ottenere una buona qualità del taglio e minori rischi di diffusione di malattie fungine. La nostra azienda possiede macchine a lama rotativa con raccolta e a taglio mulching di ultima generazione: seguiamo un piano di sostituzione e manutenzione delle attrezzature sia per essere in linea con le vigenti normative sulla sicurezza, sia per evitare quei fattori che si hanno quando vengono utilizzate macchine vecchie ad alta emissione di fumi, senza manutenzione in tutte le parti (motore, trasmissione e raccolta) e con lame non affilate di frequente. Possediamo inoltre un piccolo trattore con utensili tipo trincia-sarmenti, per la manutenzione di zone incolte di piccole e medie dimensioni, frese per la lavorazione del terreno e scavafossi.

Fertilizzazione

Per sostenere il regolare sviluppo e la salute del prato è necessario prevedere nel piano di manutenzione una corretta fertilizzazione, per fornire gli elementi nutritivi già consumati, persi nel terreno o asportati. Come già detto, il terreno possiede una fertilità propria collegata al suo contenuto di elementi naturali di sostanza organica e all’attività biologica, che viene poi corretta e ammendata al momento della costruzione del prato; lo sviluppo del tappeto erboso, il taglio dell’erba e gli eventi climatici impoveriscono progressivamente la dotazione di partenza, pertanto gli elementi nutritivi vanno reintegrati. Un concime minerale completo è composto da azoto, fosforo e potassio (macroelementi di base) e da microelementi come ferro, manganese, magnesio, boro e altri utili in quantità minori. Non esiste una concimazione universale applicabile a tutti i prati, essa risponde alle esigenze qualitative della vegetazione, allo sfruttamento e alla disponibilità di tempo e attrezzature. È fondamentale eseguire concimazioni equilibrate, distribuendo dosi di elementi minerali in quantità adeguate al reale bisogno del prato, secondo l’assorbimento delle piante e il volgere delle stagioni.

La manutenzione di una superficie erbosa richiede diversi e distinti interventi di concimazione: dalla preparazione primaverile, alla gestione estiva, agli interventi riparativi (arieggiamenti e risemine), a quelli contro gli stress. L'uso di concimi granulari completi sono la soluzione ottimale per tutte le fasi dell’anno, permettono una concentrazione uniforme degli elementi di base e dei microelementi riuniti tutti in ogni granulo (non sono concimi con granuli di differenti colori, quindi con elementi separati tra loro che possono concentrarsi in modo non uniforme), con scioglimento immediato, rapida penetrazione e scarso dilavamento nel terreno. La nostra azienda adotta l’uso di carrelli spandiconcime di varie misure secondo la superficie d’utilizzo per garantire una distribuzione uniforme. Il risultato è un tappeto di qualità: resistente all’usura, compatto, che non permette lo sviluppo delle infestanti e resistente alle malattie.

 

Manutenzione straordinaria

A causa dei ripetuti tagli, sotto il livello del colletto delle piantine d’erba, si forma con il tempo uno strato di deposito di materiale vegetale (foglie, rizomi e stoloni) in decomposizione. Tale accumulo di vegetali è chiamato feltro, assume una colorazione marrone e si compatta al punto di diventare come un tessuto a copertura del terreno. Per eliminarlo si deve eseguire un taglio verticale del tappeto erboso, a “verticut”. Questa operazione viene svolta da una macchina dotata di rulli con lame a coltello verticale, regolata secondo l’altezza del feltro, che ha il compito di portare in superficie gran parte del deposito vegetale in decomposizione.

La nostra azienda possiede tale macchina, che si chiama scarificatore (erroneamente viene chiamata arieggiatore) la quale permette anche, attraverso un’ampia regolazione dei coltelli, di affondare nel terreno a sufficienza per effettuare le risemine.

Inoltre il normale uso del prato, unito a terreni molto argillosi ai quali spesso non è stata aggiunta la giusta percentuale di sabbia e ammendanti in fase di costruzione, favorisce il compattamento del suolo che impediscono la penetrazione di aria e acqua in profondità: per limitare questo fenomeno si esegue una carotatura del terreno, cioè si passa il terreno con una macchina dotata di fustelle lunghe tra i 5 e i 12 cm che asportano piccoli cilindri di terreno (carote), che successivamente vengono poi riempite con sabbia o sabbia mista a torba per ristabilire un buon grado di porosità del suolo: anche in questo caso, prima di passare con i carrelli spandisabbia, si procede alla risemina dove necessario, che serve a rinnovare la vegetazione del prato e a chiudere eventuali falle nel manto erboso. La sabbiatura può essere eseguita anche senza preventiva bucatura in quanto ha lo scopo di aumentare la percentuale di sabbia nello strato superficiale del suolo, favorire la permeabilità idrica, ottenere il diradamento e il sollevamento dello strato di feltro vegetale, migliorare la conformazione e il livello della superficie del prato nelle zone depresse o nei luoghi ove si sono formati solchi e aumentare la possibilità di drenaggio in zone dove si verificano eventuali ristagni d’acqua, purché si utilizzi sabbia di elevata qualità, ben lavata, da cui siano stati completamente eliminati limo e argilla, spanta per almeno mezzo centimetro su tutta la superficie del prato, stesa in modo omogeneo e rastrellata sulla superficie per favorirne la penetrazione in profondità.

 

Irrigazione

Contrariamente a quanto comunemente si pensa, l’irrigazione del tappeto erboso è una questione delicata e rappresenta un’arma a doppio taglio: l’acqua infatti favorisce lo sviluppo delle specie erbacee del prato, migliora la loro fittezza, ne intensifica la colorazione verde e la robustezza dalle foglie alle radici, ma esercita questi benefici sia sulle specie utili sia su quelle infestanti, inutili e dannose, che possono quindi essere favorite o inibite in relazione alla capacità di fare buono o cattivo uso dell’irrigazione. Inoltre l’acqua in eccesso o in periodi non consoni favorisce la crescita di funghi. Ad esempio, ai primi caldi di primavera-inizio estate, il timore di uno stress o appassimento della vegetazione del prato induce a distribuire dosi abbondanti di acqua, oppure cosa peggiore dosi ridotte ma molto frequenti, che favoriscono le specie infestanti macroterme (con temperatura minima di germificazione di 20°).

Durante i periodi estivi più caldi, da giugno fino talvolta a metà settembre, il momento migliore per bagnare il prato è alla mattina presto, una o due ore dopo l’alba, perché l’acqua, dilavando la rugiada notturna, pulisce l’erba da potenziali malattie fungine che risiedono proprio nell’acqua di condensa che si è creata nella notte, quindi meglio evitare annaffiature notturne.

I fattori che determinano quanta acqua dare al prato sono sostanzialmente due, il periodo stagionale in riferimento alla località geografica e al clima del luogo dove ci troviamo e il tipo di terreno, perché il suolo composto con maggiore quantità di sabbia ha più bisogno di acqua di quello composto da limo e argilla, dato che la sabbia consente maggiore filtrazione.

Se prendiamo in considerazione la stagione estiva di un prato basato su sementi di festuca, il consumo medio d’acqua giornaliero è di circa 5 litri al metro quadrato, valore che può essere più elevato in presenza di caldo intenso o vento sostenuto, fattori che causano una disidratazione maggiore. Dare poca acqua e spesso è un errore da evitare, in questo modo infatti l’erba non sviluppa un apparato radicale in profondità: quindi conviene far asciugare il tappeto erboso tra i turni di irrigazione, che talvolta possono essere anche di due giorni. Un terreno argilloso trattiene molta più acqua di un terreno sabbioso, mentre un terreno sabbioso si asciuga molto in fretta. Ad un terreno molto argilloso daremo i nostri 5 litri/mq di acqua ma ogni 3 giorni che significa dare in un giorno 15 litri a metro quadrato e poi per due giorni non dare acqua. Via via che la natura del terreno si sposta verso composizioni sabbiose diminuiremo gli intervalli di stop fino ad annullarli in caso di terreni molto drenanti.

 

Oggi, grazie ai moderni sistemi di impianti di irrigazione coadiuvati da sofisticate centraline di programmazione è possibile programmare in maniera perfetta e precisa l’irrigazione quotidiana del nostro prato, che dovrà rispettare tre inderogabili necessità:

  • omogeneità della distribuzione dell’acqua su tutta la superficie, dal punto di vista quantitativo;
  • copertura totale dell’area, senza lasciare porzioni asciutte;
  • differenziazioni di intervento su aree che presentino valori diversi di evapotraspirazione (zone di sole e di ombra) e di permeabilità (aree sabbiose e aree argillose).

Anche su questo tema, la nostra azienda mette a disposizione la propria esperienza per garantire la giusta quantità d’acqua per ogni zona del giardino, facendosi affiancare da esperti del settore per fornire materiali di ultima generazione di qualità ad elevato risparmio idrico.

 

Trattamenti fitosanitari e diserbanti

Per quanto riguarda i trattamenti del diserbo chimico e contro le malattie, si raccomanda di ricorrervi con la massima oculatezza possibile: infatti sia le erbe infestanti sia le malattie, in particolare quelle fungine, si possono contenere con le ordinarie operazioni di taglio, concimazione, irrigazione e arieggiamento eseguite nei modi e nei tempi giusti, anche se in taluni casi è tuttavia indispensabile il ricorso a prodotti chimici. Le piante infestanti pregiudicano sia l’aspetto estetico sia la funzionalità del tappeto erboso, modificando al densità delle piante e la conformazione superficiale del prato. Sono, inoltre, rustiche e molto competitive, asportano sostanza nutritive e rompono l’uniformità di aspetto e di colorazione del prato. Le cause principali della loro presenza sono imputabili alla non perfetta esecuzione dei lavori di impianto, soprattutto per quanto riguarda la scelta del periodo di semina, l’utilizzo di terra di coltura poco pulita, l’uso di acque di irrigazione provenienti da canali agricoli e l’assenza si una regolare manutenzione, anche nelle attrezzature.

In parte vale anche per le malattie fungine, specie per una errata irrigazione e manutenzione, anche se essendo molto suscettibili al clima, nei periodi di caldo-umido è preferibile intervenire con trattamenti preventivi da inserire nei piani di manutenzione anziché correre ai curativi quando ormai si possono già avere danni, e anche per questo la nostra azienda con la propria esperienza collabora con tecnici specializzati per offrire un servizio preventivo e curativo in tempi rapidi, tenendo bene in considerazione che i fitofarmaci sono per la pianta ciò che le medicine sono per le nostre malattie, e siamo convinti che il loro uso debba essere attento, ragionato ed assolutamente rispettoso dell’ambiente.

 

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